Il libro
Una banda di fattorini bengalesi rapina i ricchi della città e trasmette tutto in diretta. Un milione di follower. Una città che guarda. E più diventano visibili, più sono morti.
A raccontarlo è Apa, la donna del Dhaka Mini Market. Gli italiani lo chiamano solo «il Bangla», come chiamano bengalese chiunque venga da quelle parti. Lei manda i soldi a casa per mezza Roma Est e sa tutto di tutti. Tiene la contabilità del denaro e quella dei nomi. Anche quando i conti, alla fine, non tornano più.
Un noir che corre come una bici truccata di notte sul Lungotevere. C’è una città dentro la città: i sari rossi del nuovo anno bengalese a Largo Preneste, i money transfer verso Sylhet e Chittagong, i debiti che si pagano col sangue e i tribunali che non stanno in nessun tribunale. Gli italiani non la vedono nemmeno.
Perché chi ha una casa non scappa. E chi ha una casa, lì, la possono trovare.
