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Novembre 2017 · Terra! · MACRO Asilo · MedPress 2026

Aquarius su MedPress: le immagini di Terra! ci riguardano ancora

MedPress pubblica le mie fotografie dell’Aquarius in tre lingue. Da Terra! al MACRO Asilo, una ricerca su migrazioni, identità e futuro ancora aperta.

Volti dalla serie Terra! di Massimo Scognamiglio, novembre 2017, ripubblicata da MedPress nel 2026

Le mie fotografie del novembre 2017 tornano sul Mediterraneo. Il 3 settembre 2026 MedPress — Mediterranean Press Photo ha pubblicato Look at the Sea on Google Maps, il mio racconto, per immagini e parole, dell’esperienza a bordo dell’Aquarius. La pubblicazione è disponibile in inglese, francese e arabo: tre lingue per far circolare di nuovo un lavoro nato davanti a quello stesso mare.

Fotografie di anni fa, una domanda ancora presente

Pubblicare oggi queste immagini su un’agenzia dedicata al Mediterraneo significa, per me, ammettere qualcosa di doloroso: da allora nulla è cambiato nella domanda che ci rivolgono. Chi può attraversare uno spazio senza rischiare la vita? Chi deve affidare il proprio futuro a una traversata? E che cosa siamo disposti a vedere, una volta che quelle persone arrivano?

Non guardo quelle fotografie come un capitolo chiuso. Le date appartengono all’archivio; l’urgenza dello sguardo resta nel presente. Il volto di qualcuno che aspetta non diventa meno vicino perché lo scatto ha quasi nove anni.

Da Google Maps ai volti di Terra!

Nel titolo c’è uno strumento che usiamo ogni giorno. Su Google Maps il mare può sembrare una superficie da spostare con un dito; a bordo dell’Aquarius era una distanza fisica, fatta di ore, attesa e vite umane. Questa frattura tra la rappresentazione e l’esperienza attraversa anche il mio lavoro sul rapporto tra immagini, tecnologia e percezione.

Le fotografie sono quelle da cui è nata Terra!, la mostra personale a Cosenza, ospitata nel dicembre 2018 nella sede del Quotidiano del Sud e promossa dall’Istituto di Studi Storici di Cosenza con la Fondazione Mario Dodaro. Il titolo nominava un passaggio concreto: dal mare alla terra, dall’instabilità a un primo appoggio.

Al centro c’erano le persone. Il corpo, la fragilità, il modo in cui uno sguardo resiste alle definizioni che gli vengono imposte. Sono temi che continuano a muoversi fra la mia fotografia e la mia pittura: l’identità non si esaurisce in ciò che vediamo, né nella categoria con cui decidiamo di chiamare qualcuno.

Where is the future? Dopo l’approdo

Il percorso è proseguito il 13 aprile 2019 nella Sala Cinema del MACRO Asilo, a Roma, con Where is the future? Dove è il futuro?. Fotografie, un cortometraggio e un incontro portavano lo sguardo verso i migranti e gli abitanti delle strutture occupate di Cosenza. La domanda si spostava: dopo la traversata, quale spazio rimane per abitare, riconoscersi, immaginare il giorno seguente?

È lo stesso interrogativo a cui sono tornato nel testo su Ceuta e il futuro sospeso dopo il mare. Il paesaggio umano continua oltre lo sbarco e oltre la durata di una notizia.

Un lavoro che continua a circolare

Ritrovare questa ricerca su MedPress, in tre lingue, è un nuovo passaggio nella vita delle immagini: dall’esperienza alla mostra, al museo, alla pubblicazione. Per chi segue il mio lavoro anche attraverso il collezionismo, questa continuità offre un contesto concreto per leggere le opere.

Ho raccolto il percorso, le fonti e i criteri per avvicinarsi alla mia arte contemporanea accessibile nella sezione Invest in Art. La selezione di fotografie disponibili permette di approfondire i lavori attualmente proposti dallo studio. Qui il punto di partenza resta lo sguardo: quanto a lungo un’immagine riesce a interrogarci.

Leggi la pubblicazione su MedPress: English · Français · العربية.

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