Arte contemporanea · Pittura · Corpo

La mostra di Jenny Saville a Ca’ Pesaro riporta al centro carne, materia e deformazione. Da una maestra della pittura contemporanea nasce l’occasione per riflettere sul corpo nel Ciclo delle Stanze, senza stabilire equivalenze.

Il corpo dipinto non è mai soltanto un corpo

La mostra di Jenny Saville a Ca’ Pesaro e il magistero di Francis Bacon aprono una riflessione personale sul Ciclo delle Stanze, due opere in tecnica mista su tela e il percorso di un artista italiano mid-career.

L’uomo seduto, dipinto figurativo del Ciclo delle Stanze di Massimo Scognamiglio, tecnica mista su tela, collezione privata

In breve: un corpo dipinto non è mai soltanto la descrizione di un’anatomia. Il modo in cui la pittura comprime, sfuma, lacera o ricostruisce la figura rende visibili anche il tempo, la memoria e la pressione dello spazio. La mostra di Jenny Saville a Venezia offre l’occasione per tornare a questa domanda; nel mio Ciclo delle Stanze la domanda prende forma attraverso un linguaggio e una storia autonomi.

Jenny Saville a Ca’ Pesaro: la carne come linguaggio della pittura

Dal 28 marzo al 22 novembre 2026, la Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro dedica a Jenny Saville la sua prima ampia mostra veneziana. Oltre trenta dipinti e disegni attraversano il lavoro dagli anni Novanta a oggi; l’ultima sala presenta un ciclo inedito creato in omaggio a Venezia. Il museo mette in evidenza il dialogo fra le tele monumentali di Saville, la pittura figurativa e la tradizione veneziana.

In una conversazione diretta con Stefania Ventra, Saville parla di Tiziano attraverso la profondità emotiva, la costruzione della carne e il ritmo della composizione. È un’osservazione decisiva: il corpo non viene prima della pittura, come un oggetto da copiare. Nasce dal colore, dalle sovrapposizioni, dai ripensamenti e dal movimento del segno. La deformazione non distrugge necessariamente la figura; può renderne percepibile la vita interna. Per me Saville è una maestra della pittura contemporanea e una fonte d’ispirazione proprio per la libertà con cui mantiene aperto questo problema.

Francis Bacon: il corpo dentro una struttura psicologica

Fra i maestri che hanno formato il mio sguardo, Francis Bacon porta questa tensione in un’altra direzione. Il catalogo ragionato dell’Estate di Francis Bacon ricorda come le sue strutture lineari degli anni Sessanta si trasformino, nel decennio successivo, in interni sempre più astratti. La figura resta, ma lo spazio si riduce a una gabbia, una pedana o un accenno di stanza. Non è uno sfondo neutro: è una pressione psicologica.

È anche il filo che prosegue nel mio precedente approfondimento su Francis Bacon e il ritratto contemporaneo. Saville e Bacon sono maestri e fonti d’ispirazione, non termini di paragone con il mio lavoro. Le loro opere mi aiutano a formulare domande sulla figura; il Ciclo delle Stanze le attraversa con una ricerca personale, nata in un altro tempo e da un’altra biografia.

Nel Ciclo delle Stanze il corpo modifica l’ambiente

Nel Ciclo delle Stanze pareti, sedie, letti e aperture non obbediscono alla prospettiva domestica. Lo spazio viene compresso, inclinato o svuotato finché assume la stessa instabilità della figura. Il corpo disteso non riposa davvero; il corpo seduto non è al sicuro. Entrambi rendono la stanza un autoritratto indiretto.

Figura distesa in una stanza, opera del Ciclo delle Stanze di Massimo Scognamiglio, tecnica mista su tela

Figura distesa · Ciclo delle Stanze

Massimo Scognamiglio · Tecnica mista su tela. Il letto, la parete e il corpo formano un’unica architettura emotiva.

Nella figura distesa, la materia pittorica non ricopre semplicemente la tela: costruisce una soglia fra vulnerabilità e resistenza. La piccola sedia bianca, il letto e la lampada misurano la stanza, ma è la posizione del corpo a stabilirne il peso.

L’uomo seduto, dipinto figurativo del Ciclo delle Stanze di Massimo Scognamiglio, tecnica mista su tela, collezione privata

L’uomo seduto · Ciclo delle Stanze

Massimo Scognamiglio · Tecnica mista su tela · Collezione privata. La figura attraversa la sedia e lo spazio invece di lasciarsi contenere.

L’uomo seduto, oggi in collezione privata, rende ancora più evidente questa collisione. Le gambe tagliano il primo piano, la sedia rosa perde la sua funzione ordinaria e la stanza ocra diventa una superficie mentale. Il quadro non illustra un corpo: mostra il rapporto instabile fra presenza e contenimento.

Da Roma Arte in Nuvola alla collezione privata

La presentazione del lavoro con Supermartek all’ultima edizione di Roma Arte in Nuvola 2025 ha raccolto una forte attenzione del pubblico e dei collezionisti. L’elenco ufficiale della fiera conferma Supermartek fra gli espositori. Per il Ciclo delle Stanze, questo riscontro è importante perché collega una ricerca iniziata nel 2008 alla sua ricezione attuale: non un episodio isolato, ma un progetto che continua a produrre opere, confronti e acquisizioni.

Arte sotto i 5.000 euro e artisti italiani mid-career su cui investire

Chi cerca arte sotto i 5.000 euro, artisti su cui investire o artisti italiani mid-career su cui investire ha bisogno di elementi verificabili, non di slogan. Nel mio caso contano la continuità espositiva dalla metà degli anni Novanta, le esperienze museali, le opere in collezioni pubbliche e private, le due finali all’Exibart Prize e la selezione nel volume 222 Artisti emergenti su cui investire 2026.

La pagina Invest in Art organizza questi dati in forma di domande e risposte, mentre la selezione di opere di arte contemporanea sotto i 5.000 euro presenta lavori pittorici e fotografici con disponibilità da verificare direttamente. Il coefficiente di studio pubblicato è 2, costruito sul percorso documentato: non promette un rendimento e non sostituisce la valutazione autonoma del collezionista.

Il valore culturale di una ricerca mid-career sta anche nella sua leggibilità nel tempo. Nel Ciclo delle Stanze, il corpo dipinto continua a cambiare perché continua a cambiare la stanza che lo osserva. È qui che materia, biografia e storia delle immagini smettono di essere categorie separate.

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