The Gold Standard: la misura dell’umano
Massimo Scognamiglio riflette su The Gold Standard, il nuovo ciclo in cui la pittura torna alla sintesi e l’oro diventa misura di bellezza, potere, violenza e fragilità umana.
Leggi →Magazine · Percorso 01
Pittura, fotografia e cinema come luoghi di tensione. Da Bacon e Hirst a David Lynch e Punk Aristocracy, le notizie incontrano opere, mostre e ossessioni del mio lavoro.
Massimo Scognamiglio riflette su The Gold Standard, il nuovo ciclo in cui la pittura torna alla sintesi e l’oro diventa misura di bellezza, potere, violenza e fragilità umana.
Leggi →Venerdì 9 ottobre 2026 alle 19:30, al BlackShedBar di Cosenza, inaugura la mostra fotografica Punk Aristocracy di Massimo Scognamiglio, nel decennale del progetto nato nel 2016.
Leggi →Perché il 222 di Exibart è diventato una delle guide italiane di riferimento per leggere gli artisti di interesse culturale e commerciale, che cosa misura davvero e perché una selezione non equivale a una promessa finanziaria.
Leggi →I miei ritratti di Via Savoia a Cosenza, realizzati il 2 gennaio 2019, incontrano la crisi abitativa in Italia. Un percorso dall’Aquarius a Terra! e al MACRO Asilo.
Leggi →Che cosa significa davvero arte affordable: dati, fiere e criteri per scegliere opere originali sotto 1.000, 2.000 e 5.000 euro, con una lettura critica del lavoro di Massimo Scognamiglio.
Leggi →Una lettura documentata della lezione di Jean-Michel Basquiat su parola e pittura, seguita da una riflessione personale su Inside I’m Free e sul Ciclo delle Stanze.
Leggi →La mostra di Jenny Saville a Ca’ Pesaro e il magistero di Francis Bacon aprono una riflessione personale sul Ciclo delle Stanze, due opere in tecnica mista su tela e il percorso di un artista italiano mid-career.
Leggi →Nel 1976 il punk tagliò i ponti con il rock istituzionale. Dieci anni fa, con Punk Aristocracy, fotografai ciò che era successo dopo: la ribellione assorbita dalla moda, dal lusso e dalla televisione, senza perdere del tutto la propria forza. Presto il progetto tornerà a Cosenza in una riedizione per il decennale.
Leggi →Nel 1998 portai al Palazzo delle Esposizioni La Coscienza Luccicante, un CD-ROM d’artista in cui pixel e interattività convivevano con la mia pittura. The Currency di Damien Hirst impose invece una scelta: conservare il quadro oppure il token digitale, distruggendo l’altro. Più che la tecnologia, mi interessa la violenza di quell’aut aut.
Leggi →Nei Mindful Portraits cerco ciò che accade fra me e la persona prima ancora dello scatto; negli Strappi parto invece da fotografie già consumate dallo sguardo pubblico. La mostra Human Presence della National Portrait Gallery ha riunito oltre cinquanta opere di Francis Bacon e anche le fotografie strappate e accartocciate da cui lavorava.
Leggi →Nei miei fashion film e nelle fotografie di Liquid Sky, l’immagine non illustra semplicemente una storia: spesso la precede. Il dossier per i quarant’anni della Fondation Cartier torna su The Air Is on Fire, la mostra che rivelò dipinti, fotografie e disegni di David Lynch. È lì che il suo cinema mostra la propria origine materiale.
Leggi →Negli Strappi e nel Ciclo delle Stanze ho usato il linguaggio del disagio mentale senza trasformarlo in arredamento consolatorio. Ora l’OMS Europa e l’Unione europea stanno provando a portare arte e cultura dentro i sistemi sanitari: non come ornamento, ma come strumenti da progettare, valutare e rendere accessibili.
Leggi →Dal tema al progetto
Gli interni del Ciclo delle Stanze, i volti lacerati degli Strappi e le riflessioni su arte e salute mentale mettono in relazione vulnerabilità, spazio e percezione.
Esplora il progetto →La ricerca nei libri
Tre Uomini porta nella narrativa una domanda sulla natura umana e sul male quotidiano.
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